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Alto Casertano
A prima vista, qualcuno che non l’ha mai gustata, non la sceglierebbe in mezzo ad altre varietà di mela più appariscenti e lucide. La forza dell’Annurca è tutta nelle sue fantastiche caratteristiche organolettiche, nel suo profumo e nel suo sapore.
Non a caso l’Annurca è coltivata in Campania da secoli e secoli resistendo nel tempo ad ogni sconvolgimento: sono cambiati i popoli, le abitudini, le culture, le religioni, ma la mela Annurca è rimasta. Questa circostanza è ben documentata. Il frutto è infatti riconoscibile in alcuni affreschi pompeiani ed è descritto da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia indicandolo come Mala Orcula. I caratteri organolettici dell’Annurca sono assolutamente unici. La buccia si presenta di colore rosso con evidenti striature, in corrispondenza della
cavità peduncolare è presente una tipica area di colore marrone chiaro la cui estensione è utile per riconoscere le diverse sottovarietà.
La polpa si presenta chiara, talvolta brillante, la sua consistenza è elevata, al palato risulta croccante, succosa e aromatica. L’equilibrio tra le percezioni dolci e quelle acide è armonico, e queste caratteristiche rimangono intatte per mesi dopo la raccolta.
Rivendica da sempre virtù salutari: altamente nutritiva, ricca di fibre, frena la diarrea, diuretica, particolarmente adatta ai bambini.

Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano questa coltura è l'arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti “melai”, un tempo realizzati con strati di canapa, oggi sostituiti da altri materiali (aghi di pino, trucioli di legna, ecc.).
Le indubbie caratteristiche organolettiche di questa mela, apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, stanno progressivamente conquistando anche altri mercati, grazie anche all'ingresso nei canali della grande distribuzione organizzata.
Un sapore antico, unico, è quello della Mela Limongella, diventata rara e ricercata dagli intenditori per il suo eccezionale aroma.
Nell’Alto Casertano sopravvive qualche piccolo impianto la cui produzione è destinata quasi esclusivamente all’autoconsumo.

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