| Situata
nella valle del medio Volturno,
una piana alluvionale con argille
sabbiose, limi e terreni umidi,
perlopiù commisti a materiali
piroclastici, Ailano sorge ai
piedi del monte Coppola, estrema
propaggine del Massiccio del Matese.
Il territorio comunale, attraversato
dal torrente Rivolo, è
composto in maggioranza da boschi
e pascoli. Le prime notizie della
presenza in questo luogo di un
castello fortificato risalgono
a pergamene di epoca normanna
che vi si riferiscono utilizzando
la denominazione di Athilanum
e di Aylanum.
L'origine del toponimo viene fatta
risalire a un villaggio romano
di nome Aebutianum, citato tuttavia
soltanto dalla Tabula Peutingeriana.
Molto più probabile è
però una formazione prediale
dal nome latino Allius con l'aggiunta
di un suffìsso.
Il territorio di Ailano fu forse
abitato in Età eneolitica:
a quest' epoca, infatti, risalgono
un pugnale, alcune punte di freccia
e raschiatoi di selce qui rinvenuti
ed ora conservati presso il Museo
provinciale campano di Capua.
Inoltre, tra il 1855 e il 1870,
furono riportate alla luce tombe
di età sannitica.
Oltre 200 tombe vennero scoperte
anche in località Colle
di Sabelluccio, mentre un’altra
fu scoperta all'interno dell'abitato,
in via Roma. E ancora, due vasi
a vernice nera, già nel
Museo civico di Piedimonte Màtese,
provengono da Ailano, mentre un
santuario preromano sorgeva in
località Zappini, dove
furono ritrovate anche due statuette
in bronzo raffiguranti Ercole
e Marte.
Dalle carte dell' antico Monastero
di Cingla risulta che in epoca
normanna le terre di Ailano erano
un possedimento dell' Abbazia
di Monte Cassino.
Il lungo elenco di proprietari
prosegue con le famiglie Carafa
e De Penna, poi Matteo e Carbonelli
e infine, dal 1733, Rayola Pescarini. |