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Alto Casertano
Alife - La Cattedrale - Interno
Alife
Alife
Situata nella valle del Volturno, Alife è una bella cittadina di rilevante significato storico e archeologico per la cinta quadrilatera delle mura romane e per altre importanti testimonianze antiche e medievali tuttora visibili. La piana nella quale è situata la cittadina è il residuo di un lago nato dall’ostruzione dell’antica valle per effetto delle eruzioni del vulcano di Roccamonfina. Il suo territorio, percorso dal torrente Torano, affluente del Volturno, si estende per lo più in pianura , ai piedi del massiccio del Matese ed ha una fascia collinare che sale fino alla sommità del monte Acuto a quota 1265. L’odierna Alife sorge sul luogo dove sorgeva la colonia romana di Alliphae, al centro di importanti vie di comunicazione e di una vasta rete di centuriazioni del I secolo a.C., tuttora visibile nell’attuale tessuto rurale. Il suo centro cittadino, infatti, conserva la forma di castrum romano fortificato, con vie rettilinee che si incrociano ortogonalmente e formano un rettangolo con quattro porte in corrispondenza del cardo e del decumano. L'impianto urbano romano è ancora ben conservato, e le mura realizzate in opus incertum con pietre calcaree, con le loro torri e i vari rifacimenti di età tardo-antica, medioevale e moderna, racchiudono tuttora la maggior parte dell'abitato.
Centro preromano che battè anche moneta propria in argento, Alife è stata più volte ricordata dalle fonti in relazione alle guerre sannitiche e venne occupato dai Romani una prima volta nel 323 a.C. e definitivamente conquistato nel 310 a. C. Notevoli necropoli, con ricchi corredi databili a partire dal VII-VI secolo a. C. fino al IV secolo a. C., sono state rinvenute nel territorio comunale, in località Conca d'Oro e Croce Santa Maria.
Di particolare interesse sono il Mausoleo degli Acili Glabroni, di struttura cilindrica con paramento in grandi lastre di
calcare; un grande Criptoportico ad U, con due navate coperte da volta a botte, divise da pilastri rettangolari che si trova nel quadrato nord-est della città romana; l'Anfiteatro, che aveva un asse maggiore di 48 metri e un asse minore di circa 38 metri, è stato individuato grazie a foto aeree e a saggi dì scavo poco al di fuori delle mura, a sud-est, lungo la via per la città di Teleria; il Castello medioevale, di origine longobarda, rimangono alcuni resti nell'angolo interno nord-est della cinta muraria romana, tra i quali sono notevoli due grandi torrioni circolari, probabilmente di età angioina; la Cattedrale che accoglie le spoglie di San Sisto I, patrono di Alife, papa e martire, traslato da Roma in occasione della missione del conte Rainulfo III a difesa di papa Anacleto II contro l' antipapa Innocenzo II.

Alife - Chiesa di San Sisto
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