| Baia
e Latina è la singolare
denominazione di un centro situato
alle propaggini del versante nord-orientale
del monte La Costa (metri 482),
nella media valle del Voltumo.
Pur essendo contigui, i due abitati
che lo compongono mantengono tradizioni
diverse. Baia, dove ha sede il
municipio, era in passato chiamata
Baia al Voltumo, per distinguerla
da Baia del Golfo di Napoli; il
toponimo sembra comunque derivare
dal nome proprio di persona Badius
o Baius. Origine analoga avrebbe
anche il nome di Latina derivato
forse da Latinus. Il rinvenimento
di una selce ha fatto datare la
prima presenza umana nella zona
al Paleolitico medio. In epoca
sannitica la zona era compresa
nel territorio della città
di Cubulteria, di cui non è
pervenuta alcuna testimonianza
archeologica. L'unica traccia
rimasta del periodo romano è
invece un' iscrizione, un tempo
murata sulla facciata della Chiesa
di San Sebastiano a Latina, e
ora al Museo provinciale di Capua,
dedicata ad Aulis A binus, personaggio
forse originario della zona che,
dopo aver rivestito un incarico
equestre nell'esercito, era tornato
in patria per iniziare la carriera
municipale. Latina è menzionata
nella bolla di Santo Stefano di
Caiazzo del 979. Baia, invece,
compare nel Catalogus Baronum,
la cui redazione risalirebbe al
1152-1168. Entrambi i centri vengono
ancora citati nella raccolta delle
decime relative all'anno 1326,
con le chiese di "Santa Maria
de Bagis", "San Bartolomeo
de Latina" e "San Massimo
de Bagis", appartenenti alla
diocesi di Caiazzo. Già
dal XV secolo si ha notizia delle
famiglie che si succedettero alla
guida del feudo: dagli Origlia
i due borghi passarono ai Marzano
fino a essere integrati nella
baronia di Roccaromana, alla quale
appartennero fino agli inizi del
Cinquecento. Nel 1532 Baia e Latina
divennero proprietà del
vescovo di Aversa. A Baia, situata
su uno sperone collinare, sono
ancora yisibili tratti della cinta
muraria medioevale. Latina, |
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caratterizzata da un impianto
urbano più vario, conserva
invece i resti di un Castello,
risalente probabilmente all'epoca
normanna. Dai ruderi è
possibile desumere che le torri
quadrate avessero merlature non
aggettanti e, quindi, precedenti
l'uso della difesa piombante.
L'edificio fu in seguito rimaneggiato
dagli aragonesi e presenta resti
del corpo centrale con volta a
crociera oltre a due torri cilindriche
del XV secolo. Di particolare
interesse, sempre a Latina, è
la Chiesa dell' Annunziata, risalente
al Quattrocento ma ristrutturata
in epoca barocca. L'interno, suddiviso
in tre navate con pilastri che
sorreggono arconi a pieno centro,
conserva un frammento di un affresco
quattrocentesco, raffigurante
l'Annunciazione, altri dipinti
della stessa epoca, un pregevole
pulpito in legno intagliato e
un interessante organo settecentesco.
Il soffitto ligneo, risalente
al XVIII secolo, è decorato
con riquadri raffiguranti l'Adorazione
dei Magi e la Natività.
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