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Situato
in un territorio per gran parte
circondato da colline, Camigliano
confina a nord con l'area occupata
dal monte Maggiore e a sud con
la pianura attraversata dal Volturno.
Il centro abitato si trova a metà
strada tra due importanti località
del mondo antico: Cales, l’attuale
Calvi Vecchia, e Capua, l’attuale
Santa Maria Capua Vetere. Insediamenti
romani sono documentati nella
zona fin dal 59 a.C., anno in
cui, con la Lex Julia, si provvide
a colonizzare le terre comprese
tra i fiumi Volturno e Savone
attraverso concessioni fatte a
famiglie bisognose. La successiva
venuta di veterani, compensati
con la terra per le loro imprese
belliche, e l'emanazione di altre
leggi che favorirono nuovi insediamenti,
promossero nella zona di Camigliano
la diffusione di usi, costumi
e tradizioni latine che sostituirono
gradualmente quelle locali. Varie
sono le ipotesi circa l'origine
del toponimo: la più attendibile
sembra in ogni caso connessa con
il personale latino Camillius,
probabile proprietario terriero
della zona. La formazione dell'attuale
borgo di Camigliano, comunque,
viene datata dagli studiosi alla
metà del XII secolo, ossia
in un periodo successivo alla
conquista del Regno di Napoli
e di Sicilia da parte di Ruggiero
II. Al nuovo conquistatore opposero
aspra resistenza varie città
della Campania, tra cui soprattutto
Capua, che per questa ragione
fu assediata e devastata dalle
truppe del re normanno. Alcune
famiglie, scampate al massacro
seguito alla presa della città,
cercarono rifugio nelle terre
limitrofe, giungendo nella zona
di Camigliano, dove stabilirono
la loro nuova residenza. Di questo
evento esiste ancora traccia nella
toponomastica locale che ricorda
alcuni nomi delle antiche famiglie
capuane. Nei secoli successivi
Camigliano fu suffeudo di Capua
e feudo della famiglia Fieramosca,
resa celebre da Ettore, che |