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Alto Casertano
Camigliano - Grotta di  San Michele
Situato in un territorio per gran parte circondato da colline, Camigliano confina a nord con l'area occupata dal monte Maggiore e a sud con la pianura attraversata dal Volturno. Il centro abitato si trova a metà strada tra due importanti località del mondo antico: Cales, l’attuale Calvi Vecchia, e Capua, l’attuale Santa Maria Capua Vetere. Insediamenti romani sono documentati nella zona fin dal 59 a.C., anno in cui, con la Lex Julia, si provvide a colonizzare le terre comprese tra i fiumi Volturno e Savone attraverso concessioni fatte a famiglie bisognose. La successiva venuta di veterani, compensati con la terra per le loro imprese belliche, e l'emanazione di altre leggi che favorirono nuovi insediamenti, promossero nella zona di Camigliano la diffusione di usi, costumi e tradizioni latine che sostituirono gradualmente quelle locali. Varie sono le ipotesi circa l'origine del toponimo: la più attendibile sembra in ogni caso connessa con il personale latino Camillius, probabile proprietario terriero della zona. La formazione dell'attuale borgo di Camigliano, comunque, viene datata dagli studiosi alla metà del XII secolo, ossia in un periodo successivo alla conquista del Regno di Napoli e di Sicilia da parte di Ruggiero II. Al nuovo conquistatore opposero aspra resistenza varie città della Campania, tra cui soprattutto Capua, che per questa ragione fu assediata e devastata dalle truppe del re normanno. Alcune famiglie, scampate al massacro seguito alla presa della città, cercarono rifugio nelle terre limitrofe, giungendo nella zona di Camigliano, dove stabilirono la loro nuova residenza. Di questo evento esiste ancora traccia nella toponomastica locale che ricorda alcuni nomi delle antiche famiglie capuane. Nei secoli successivi Camigliano fu suffeudo di Capua e feudo della famiglia Fieramosca, resa celebre da Ettore, che
nel 1503 capeggiò i 13 cavalieri italiani nella famosa disfida di Barletta.
Tra i luoghi di culto presenti sul territorio, assai suggestiva è la Grotta di San Michele, al cui interno si trova un'edicola in tufo eretta probabilmente sull' area in cui era collocata un'antica ara votiva pagana. Il piccolo edificio conserva al suo interno un'interessante immagine della Madonna col Bambino affiancata dalla figura di San Michele Arcangelo e da quella di San Nicola: l'affresco è stato attribuito ad Antonio Solario detto lo Zingaro, un artista di origine veneta vissuto nel XVI secolo. Al di fuori del centro abitato, su un' altura, sorge il Santuario della Madonna della Ruota dei Monti, molto conosciuto nella zona e meta di numerosi pellegrinaggi. All'interno del nucleo abitato di Camigliano sorge inoltre la Parrocchiale di San Simeone, mentre fuori del paese è visibile anche la Chiesa di San Nicola.

Camigliano - Vigneto
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