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Capriati al Volturno - Oasi le Mortine

Probabilmente le origini di Capriati al Volturno sono legate alla costruzione della via Minucia, nel 448 a.C. ad opera del console Tiberio, lungo la quale sorsero dei villaggi. La zona, però, era conosciuta e frequentata sin dai tempi dei sanniti, il cui insediamento era edificato nella cinta fortificata di Mandra Castellone, sul monte Gallo, da cui si poteva controllare la Valle del Volturno. Al periodo sannitico risalgono i resti di alcune sepolture, di cui una contente del vasellame e un bellissimo pugnale di bronzo finemente cesellato. Parecchie sono pure le rovine romane, tra cui quelle del Ponte Latrone, costruito per attraversare il Volturno e collegare le città di Aesernia e Allifae. Nei primi secoli del Medioevo, lungo il percorso di questa importante via di comunicazione sorsero gli insediamenti facenti parte di Capriata. La prima notizia certa sul borgo risale all'881, quando Capriata era raccolta in un'area che apparteneva per metà, alla chiesa di San Pietro di Isernia e per l'altra parte al Monastero di San Vincenzo al Volturno. Nel 979 passò nei possedimenti dei Benedettini di Montecassino nel cui patrimonio rimase fino al 1290; fu in questo periodo, quando le popolazioni locali furono costrette a raggrupparsi in luoghi più sicuri e meglio difendibili da attacchi di invasori, che cominciò a delinearsi il centro abitato di Capriati. Dal 1290 e fino al 1329, Capriati appartenne alla famiglia Villacublai Sangiorgio; poi passò alla famiglia Capuano e, nel 1390 fu feudo dei Sanfromondo. Nel 1450, insieme a tutta la baronia di Prata, Capriata passò sotto il dominio di Francesco Pandone, conte di Venafro. Fu feudo della famiglia Lannoi dal 1528 fino al XVII secolo, quando fu assegnata ai Carafa. Da questo momento si cominciò a costruire fuori le mura e a quel periodo risale anche la Chiesa di S. Maria delle Grazie. A metà del XVII secolo la Baronia di Capriati fu venduta a Francesco II Gaetani d'Aragona, quarto duca di Laurenzana. ed il possesso di questa famiglia durò fino al 1806 quando ci fu l'abolizione della feudalità. L'antico nome Capriata rimase fino al 1863, quando divenne ufficialmente Capriati al Volturno. Nel 1927, quando fu eliminata la provincia di Caserta, Capriati al Volturno fu aggregata alla provincia di Campobasso,
ritornando ad essere Casertana, quando questa fu ripristinata dopo la seconda guerra mondiale. Il centro abitato è racchiuso da una doppia cinta di mura di cui quella interna, delimita un piccolo nucleo di abitazioni e quella esterna, molto elevata, aveva lo scopo di evitare che in caso di attacco i nemici potessero scavalcare.
Qui è possibile scorgere il portale d'ingresso dell'antica chiesa parrocchiale. Fuori le mura un ponte sul fiume Lete permette di raggiungere strade a mezza costa per Ailano, Valle Agricola e Alife. Entrando nel borgo da porta Lete si comprende che il criterio con il quale è stato costruito era quello della difesa. Due case torri più elevate rispetto alle altre nelle quali abitavano le famiglie più importanti. Si incontra la chiesa di Santa Maria delle Grazie, costituita da una sola navata, che conserva sulla facciata un portale romanico gotico, in pietra locale e con arco a sesto acuto, un rosone in tufo grigio circondato da un fregio Longobardo e un campanile sul lato sinistro. L'interno conserva un Battesimo del Redentore, tempera su legno della fine del XV secolo e una Madonna delle Grazie, olio su tela di un ignoto artista della scuola napoletana del XVII secolo

Capriati al Volturno - Oasi le Mortine
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