| Castel
di Sasso sorge su uno sperone
roccioso la cui parete occidentale
scende a strapiombo sulla sottostante
vallata. Località impervia,
di grande bellezza paesaggistica
è situata tra i sistemi
montuosi del Verna e del Friento.
La prima citazione documentaria
che si ha di questo toponimo è
nelle "Rationes decimarum",
dove per l'anno 1326 viene riportata
la dicitura: "Ad ecclesiam
Sancti Blasii de Sasso".
Fino al 1863 il paese era denominato
soltanto Sasso, dall'antico saxum,
"rupe", chiamato così,
secondo la tradizione, per alcune
analogie morfologiche e storiche
con la rupe Tarpea: lo strapiombo
ingoiò infatti, in un volo
di un centinaio di metri, i Sanniti
locali sconfitti dai Romani. Sasso
è considerato sentinella
dell'antica Trebula, alla cui
storia è legato per il
periodo romano. Con le invasioni
barbariche subì incursioni
e devastazioni; fu poi sotto il
dominio goto e successivamente
sotto i Longobardi. A quest'ultimo
periodo risale la costruzione
del castello.
Con l'organizzazione feudale attuata
dai Normanni Sasso fu incorporato
nel feudo di Dragoni, mentre l'amministrazione
della giustizia era affidata a
una sorta di giuria popolare costituita
dai notabili del luogo, i cosiddetti
"boni homines". La storia
successiva, difficile da ricostruire
per assoluta mancanza di documenti,
è legata alle vicende dei
feudatari di Dragoni cui Sasso
era legato. Dal 1327 al 1807 fu
sede di giurisdizione arcipretale,
come si evince da documenti ecclesiastici.
Nel 1799, dopo il fallimento della
Repubblica Partenopea, Sasso fu,
probabilmente per ritorsione contro
l'opera di Decio Coletti, patriota
della rivoluzione napoleta-na
del 1799, devastata da bande di
sanfedisti del cardinale Ruffo.
Dopo l'Unità d'Italia il
paese venne ribattezzato Castel
di Sasso col regio |
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decreto del 28 giugno 1863. Di
un certo interesse artistico e
storico sono i resti dell' antica
Chiesa di San Pietro, del XII
secolo, dedicata poi nel 1694
a San Biagio e detta da quell'an
no "Sancti Blasij extra moenia".
Sulle pareti ancora esistenti
sono visibili tracce di affreschi
bizantini. Un'altra Chiesa di
San Biagio, sede dell' arcipretura,
sorge a Sasso, mentre a Cisterna
è visibile la Chiesa di
San Pietro e Paolo, a Strangolagalli
la Chiesa di Santa Maria Assunta
e a Prea la Chiesa di Santa Maria
di Costantinopoli.
Anche il Castello longobardo presenta
qualche interesse, benché
ormai sia ridotto a un rudere.
Straordinario, invece, resta il
paesaggio che, nella sua asprezza
montana, offre visioni spettacolari
di una primitiva, selvatica bellezza. |
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