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Le origini
del paese si perdono in
un tempo lontano, al tempo
dei Sanniti Pentri. Alcuni
storici ritengono che
l'antica Allifae fosse
l'odierna Castello; altri
invece l'antica Piedimonte
o la parte alta di essa.
Di certo è che
Castello del Matese, nel
X - XI secolo, era roccaforte,
prima di Alife e poi di
Piedimonte. Con Piedimonte,
di cui insieme a San Potito
era casale, ha diviso
fino al XIX secolo la
storia civile, militare
ed amministrativa.
I Normanni fortificarono
Castello con cinque torri,
di cui solo due sono ancora
esistenti, ed un mastio
che serviva da cittadella
e da abitazione. Il feudo,
ceduto a Tommaso d'Aquino
da Federico II nel 1229,
fu assediato da truppe
pontificie, comandate
dal cardinale Giovanni
Vitelleschi di Tarquinia.
Passato ai Gaetani d'Aragona,
nel 1460 subì un
altro assedio da parte
dei Baroni che si erano
ribellati a Ferrante I
d'Aragona con cui si era
schierato Onorato Gaetani,
conte di Fondi e principe
di Piedimonte, al quale
apparteneva anche il casale
di Castello; i vassalli
di Onorato Gaetani, prima
di arrendersi si batterono
strenuamente contro l'esercito
dei baroni ribelli. Quando
nel corso del XVII secolo
cessò la funzione
di difesa militare di
Piedimonte, Castello divenne
un piccolo centro agricolo
e pastorale, e si allontanò
sempre più da Piedimonte,
alternando ritmi di vita
semplice e tranquilla
ad avvenimenti gravi e
luttuosi, come la peste
del 1656. Nel 1691 la
chiesa madre di S. Croce
fu ricostruita in stile
barocco, dopo il terremoto
del 1688 che ne causò
il crollo.Il 12 febbraio
1752, con decreto della
Real Camera della Sommaria,
Castello ottenne l'autonomia
amministrativa; ma la
sua separazione da Piedimonte
durò fino all'Agosto
1764, quando, per le scarse
possibilità economiche,
Castello si dovette unire
di nuovo al paese più
grande.
Nel Giugno del 1799, gli
abitanti di Castello,
insieme a quelli di San
Gregorio, sventolando
le bandiere borboniche
e armati di rudimentali
fucili, scesero a Piedimonte
per festeggiare la fine
della Repubblica Partenopea.
Alla fine del 1801, durante
il periodo napoleonico, |