| Centro
agricolo del settore occidentale
del massiccio del Matese, Ciorlano
è posto sulle pendici occidentali
del Colle La Croce ad 811 metri
su uno sperone dal quale domina
un tratto della Valle del fiume
Sava, affluente di sinistra del
Volturno. Il toponimo deriva dal
personale latino Cyrillus unito
al suffisso anus che indica possesso.
Rinvenimenti di ceramiche di epoca
romana e dell' Alto Medioevo confermano
la continuità di frequentazione
dell'area in un periodo oscuro
della sua storia.
In epoca romana la parte pianeggiante
del territorio fu interessata
da una suddivisione agraria avvenuta
al momento della deduzione della
colonia augustea della vicina
Venafro, nella cui area di influenza
per alcuni secoli essa fu compresa.
In seguito, all'inizio dell'VIII
secolo, un insediamento di coloni
alle dipendenze del Monastero
di San Vincenzo al Volturno si
insediò a Torcino, dando
vita a un primo nucleo del villaggio.
Alla fine del XIII secolo il feudo,
di proprietà di Malgerio
Sorello, pervenne per testamento
all' Abbazia di Santa Maria della
Ferrara di Vairano. Nel 1532 il
castello di Ciorlano fu concesso
a Isabella Mobel ed infine ai
Conti Gaetani di Laurenzana di
Piedimonte.
Nel 1738 il duca di Laurenzana
donò al re Carlo III la
tenuta di Torcino che costituiva
una naturale riserva di caccia
che il sovrano fece diventare
la più grande del tempo,
dandole il nome di Real Caccia
di Torcino. Alla fine del XIX
secolo, dopo l'iniziale assegnazione
da parte della Commissione feudale
al comune di Pratella, Ciorlano
ottenne la propria autonomia.
Il centro storico, dominato dal
Castello, conserva la tipica struttura
medioevale. Le stradine, realizzate
a gradoni in pietra, si adattano
all'impervio terreno e sono caratterizzate
da frequenti portici.
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E ancora visibile parte del Castello
longobardo, adattato a civili
abitazioni, con un torrione centrale
di forma irregolare, quasi pentagonale,
addossato al muro di cinta, e
quattro torri circolari agli angoli
della fortificazione. A ridosso
del muro di cinta è la
Chiesa di San Nicola, dall' impianto
antico ma completamente rifatta
nel Settecento, a tre navate,
con volta a botte e spioventi.
Al suo interno si conserva la
coeva tela della Vergine che appare
ai Santi Nicola e Girolamo.
Altra chiesa della seconda metà
del Settecento è la Chiesa
dell'Annunziata, a pianta rettangolare,
nella cui volta è stata
dipinta dallo Iannotta, a metà
del XX secolo, un' interessante
Annunciazione. |
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