| Formicola
sorge nella piana che digrada
a sud del monte Maggiore, protetta
dalla catena dei colli Callicola.
Poco più a nord si trovano
i resti dell'antica Treb la (oggi
Treglia), la città sannitica
ricordata da Cicerone, Livio e
altri, scomparsa alla metà
del IX secolo. Intorno all'originario
Casale Maiorano, oggi rione del
centro, si è sviluppato
in età medioevale l'attuale
borgo. Varie le tesi per l’origine
del toponimo: quella più
comune attesta che la derivazione
verrebbe dall'operosità
degli abitanti: lo stemma del
paese riproduce infatti una formica
che porta una spiga di grano.
Nel Trecento la baronia, che comprendeva
anche Pontelatone, Sasso (oggi
Castel di Sasso) e Villa degli
Schiavi (oggi Liberi) era tenuta
dai Marzano di Sessa che fecero
costruire al centro centro del
paese una torre merlata simile
a quella di Pontelatone, celebrata
in versi da Francesco II Carafa,
demolita nel XVIIl secolo. Il
luogo dove questa sorgeva è
ancora oggi denominato piazza
Torre. Aggregata in principio
all'Università di Capua,
la baronia fu concessa nel 1465
a Diomede Carafa, duca di Maddaloni,
che volle costruire nel nuovo
possedimento un palazzo bastionato.
Il maggiore sviluppo di Formicola
si ebbe quando, dopo il 1560,
cominciò a risiedervi stabilmente
la famiglia baronale. Roberta
Carafa, rimasta vedova di Diomede
III, che era stato anche viceré
in Sicilia, decise infatti di
ritirarsi in Formicola, dedicandosi
a opere pie. Agevolò l'insediamento
nel paese dei Verginiani, che
già avevano dimora nell'
antico Eremo di Santa Maria del
Castello, facendo costruire, nel
1575, accanto al Palazzo baronale,
la Chiesa dello Spirito Santo
e il monastero, oggi sede municipale.
Nel 1625, in seguito a complesse
vicende ereditarie, la Baronia
di Formicola fu separata dal Ducato
di Maddaloni e assegnata a Fabio
Carafa, principe di Colubrano.
Questi fu un valoroso condottiero
al servizio del re di Spagna e
morì nel 1637.
Il figlio Francesco si dedicò
saggiamente all'amministrazione
del feudo e realizzò varie
opere. Tra i successivi baroni
di Formicola spicca la figura
di Francesco II, vissuto nella
prima metà del Settecento.
Uomo di raffinata cultura e sensibilità
artistica, fece ampliare il Palazzo
baronale, costruendovi anche un
teatro per il popolo. Circondatosi
di uomini d'ingegno e poeti, creò
una "colonia" dell'
Arcadia, denominandola "Caprario".
Testimone del potere civile a
lungo esercitato dai Carafa è
il Palazzo baronale.
L'ampia corte interna e un grande
scalone coperto rivelano ancora
il passato splendore. Sullo stemma
posto sul portale è scolpita
la data 1467. |
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Unita un tempo al palazzo era
l'antica Chiesa di Santa Maria
del Ponte, con pianta a croce
greca e grande cupola centrale.
La Parrocchiale di Santa Cristina
è stata costruita nel 1766
in sostituzione di una omonima
più piccola che si trovava
alle sue spalle. Presenta una
pianta a croce latina a tre navate
con sei cappelle laterali; l'altare
maggiore è stato rifatto
nel 1888. Nella sacrestia si trova
la lapide tombale di Orazio Acquaviva
d' Aragona, vescovo di Caiazzo,
morto a Formicola nel 1616 mentre
era in visita pastorale. La Chiesa
dello Spirito Santo fu costruita
da Roberta Carafa nel 1575, come
si rileva dal cartiglio epigrafico
posto sulla facciata. Nel 1760
l'abate Pascasio Anicio fece ricostruire
tutta la chiesa, ampliandola,
e chiamò a decorarla anche
artisti che lavoravano alla Reggia
di Caserta. In questa chiesa si
trova la tomba di Giuseppe Carafa,
che fu decapitato durante la rivolta
di Masaniello. L'Eremo di Santa
Maria a Castello sorge su un colle
posto a nord di Formicola. I primi
documenti che attestano la presenza
dei Verginiani in questo luogo
risalgono alla metà del
XIV secolo. Tuttavia l'eremo doveva
già esistere, come dimostra
la sua antica struttura ipogea.
I rifacimenti hanno ormai reso
irriconoscibile la forma originaria.
La facciata presenta al centro
e in posizione avanzata il campanile,
alla base del quale si apre l'ingresso
alla chiesa maggiore, con una
grande scala. La sottostante Cappella
di San Nicola conserva larghi
brani di affreschi di scuola benedettina,
databili al XIV secolo, raffiguranti
gli Evangelisti, vari santi, le
anime purganti, alcune fiure zoomorfe
e altri elementi della tradizione
religiosa medioevale. |
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