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Gallo Matese - Lago
Incantevole paesetto arroccato su di un colle che sovrasta il suggestivo lago, con antiche case di pietra a formare l'alta quinta di un'affascinante piazzetta abbellita da una fonte di ottima acqua, Gallo Matese è reso ancor più grazioso dal fiume Sava che nasce in località Acqua Spruzzata e si immette nel lago. Non ci sono notizie certe sulla nascita di Gallo, ma il nome deriverebbe dal longobardo Wuald che significa bosco. Molti sostengono che il paese sia di origine sannita e risalga ai Pentri che si erano stabiliti per primi su questi monti. In realtà il paese è sorto fra il 840 e l'870 d.C. ad opera di una tribù di pastori bulgari, a capo di cui c' era Alczeco, che si stabilì nel territorio di Isernia per disposizione del duca longobardo Romoaldo di Benevento; ancora oggi negli aspetti somatici della popolazione si riconoscono alcuni tratti tipici, come gli occhi a mandorla e il volto allungato. La presenza di un villaggio incastellato è attestata nel 1182 in una bolla di papa Lucio 111, dove è ricordato un castrum Gualdi della Diocesi di Isernia. Il castrum fu feudo di Riccardo di Fondi nel XII secolo e dal XIII aggregato alla Baronia di Prata con Giovanni Pagano e i suoi successori, tra cui si ricordano i Sanframondo e i Pandone. Nel 1860 anche Gallo aderì alla Repubblica di Garibaldi e fece parte, insieme a Ciorlano, Pratella, Fontegreca, Letino e Prata del Mandamento di Capriati al Volturno. Un grave incendio scoppiato nel 1866 distrusse completamente il comune e con esso i documenti che ci avrebbero consentito di ricostruire con maggiore precisione la sua storia. Di notevole interesse artistico sono il Palazzo dei Signori di Bojano, che, sorto nel XVIII secolo, è un edificio di bella architettura in pietra calcarea, ma abbandonato e meritevole di restauro, che si raggiunge tramite una via che parte dalla piazzetta, sul fianco della fontana
La Chiesa "Ave Gratia PIena", con facciata e frontone di gusto neoclassico, su cui spicca una finestra sagomata a cassa di violino dove si può notare un'antica campanella di invidiabile bellezza.
Tipici sono gli abiti tradizionali della donna, conservatisi nei secoli.
Fanno parte del corredo delle spose una camicia con merletto al collo e nastri bianchi e rosa ai polsi, un vestito di panno pesante, marrone, con maniche rivoltate all'altezza del gomito e terminanti con una fascia rossa, e un grembiule bianco, a pieghe, che si indossa con una cintura rossa, caratterizzata da decorazioni in oro.
Il copricapo è una cuffia bianca con merletti su cui si pone la "mappa", un drappo di stoffa gialla, leggera, con ricarni e frangia, di forma rettangolare e che scende sino in vita.

Gallo Matese
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