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Giano Vetusto - Cisterna Romana
Percorrendo ripidi tornanti, dai quali si ammira la pianura che da Capua si estende fino alla costa domiziana, si giunge sulle colline dove sorge Giano Vetusto. Il ritrovamento di alcuni oggetti di pietra nella zona tra Giano e Rocchetta testimoniano l’esistenza di insediamenti umani sul territorio sin dalla preistoria. Il nome del paese deriva sicuramente da quello del dio venerato nell'antica Roma, anche perché esistono dei ruderi attribuiti, per antica tradizione, al "tempio del dio Giano". Una fornace del I secolo a.C. che produceva laterizi e vasellame per prodotti alimentari e di una Cisterna, costituita da due vasche rettangolari, sono stati portati alla luce a seguito di recenti scavi archeologici., e sono reperti di notevole interesse che documentano attività e produzioni varie in questo sito, databili tra la seconda metà del II secolo a.C. e la fine del II secolo d.C. Nel corso del XII secolo la cisterna fu trasformata in chiesa, che andò in disuso agli inizi del XIX secolo; su una delle sue pareti sono visibili i resti di un affresco rappresentante una Processione di santi e la scritta "San Giovanni Evangelista". Nell’XI secolo il paese subì assalti da parte delle orde saracene che, nelle loro scorrerie, non risparmiarono i villaggi dell'entroterra. Facente parte fino al 1034 del Tenimento di Calvi, successivamente Giano Vetusto passò sotto il dominio di Capua, seguendone le vicende storiche. Due chiese, entrambe di costruzione ottocentesca, sono aperte al culto: La Parrocchiale di Santa Maria Maddalena, ove si venera Santa Lucia, in località Fontanelle, appartenente alla diocesi di Capua, e la Parrocchiale del Corpo di Cristo, aggregata alla Diocesi di Calvi e Teano, dove sono state trasferite il culto del patrono, Sant' Antonio da Padova, e le funzioni di parrocchia, prima esercitate dalla Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, situata nella località omonima, più elevata rispetto al paese e ormai del tutto abbandonata.
La Parrocchiale del Corpo di Cristo, con pianta a croce latina a una navata, è stata costruita nel 1886, ampliando la chiesa più antica, che è divenuta il transetto della nuova.
Nella volta a botte è affrescata la Visione dell'Immacolata avuta da Pio IX, al cui fianco è raffigurato il cardinale D'Avanzo, vescovo di Calvi e Teano, che fu tra i consiglieri più vicini al pontefice per la promulgazione del dogma dell'Immacolata Concezione. Sulla parete dell'altare è dipinta l'Ultima Cena, opera di Raffaele Iodice del 1920. Sulla volta dell'altare è un tondo a stucco con la Trinità; agli angoli sono dipinti i quattro Evangelisti.
La chiesa, restaurata nel 1976, presenta vari ornamenti e pitture di F. Ciccarelli. Vi è, poi, , la cappella dedicata a Sant' Antonio, con la statua del santo e due dipinti raffiguranti suoi miracoli.
Nel braccio sinistro del transetto è l'altare della primitiva chiesa

Giano Vetusto
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