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Alto Casertano
Piedimonte Matese - Abside Santa Maria Occorrevole
Situato in un territorio ancora incontaminato alle estreme pendici meridionali del Matese, ai piedi del Monte Cila, della Terrazza di Castello e del Monte Muto, ed allo sbocco di tre valli, Paterno, del Rivo e del Torano, Piedimonte è il centro maggiore del comprensorio matesino.
Dalle montagne che lo circondano scendono tre corsi d'acqua: il Torano affluente di sinistra del fiume Volturno, che è collegato idrograficamente con il Lago Matese per scorrimenti sotterranei di natura carsica; il Rivo ed il Maretto, oggi poco visibili, che bagnano Piedimonte prima di confluire anch'essi nel Volturno.Le tracce del più antico insediamento umano nel territorio piedimontese, ritrovate sul Monte Cila, sono riconducibili senz'altro all'età del bronzo ed all'età del ferro. Sorta come un grande insediamento sannitico arroccato sul Monte Cila e difeso da mura megalitiche, Piedimonte fu espugnata dai Romani nel 326 a.C. Con la conquista romana del Sannio.
Nella seconda metà del IX secolo, sotto la tutela dei conti longobardi di Alife, si formò, nella zona più elevata del territorio urbano, identificato attualmente con il quartiere di San Giovanni, il primo nucleo abitativo che ha dato vita all'attuale cittadina, in posizione di dominio nella Valle del Volturno, prospiciente la piana Alifana. Durante l'Alto medioevo, Piedimonte fece parte del Ducato longobardo di Benevento e nel XIII secolo divenne una signoria autonoma; nel 1383 fu ceduta definitivamente ai Gaetani d'Aragona che la possedettero fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità nel Regno di Napoli.
I secoli della signoria dei Gaetani d'Aragona furono importanti per Piedimonte che occupò un ruolo centrale nella storia del Mezzogiorno: il Palazzo dei duchi Gaetani fu teatro di scontri, saccheggi e congiure baronali, ma fu anche centro intellettuale di artisti.
In questi secoli il ruolo economico svolto da Piedimonte divenne determinante: nel XV secolo si sviluppò rapidamente come centro commerciale e manifatturiero legato alla produzione di tessuti di lana e di cotone e, a partire dal XVII secolo, fu sede di importanti attività artigianali e manifatturiere ramiere e cartiere, controllate e sviluppate anche dai Gaetani.
Ascesa al rango di Principato, nel 1730 Piedimonte ottenne il titolo di Città dall'imperatore Carlo VI. Di notevole interesse artistico sono i resti di mura megalitiche del Monte Cila (VII-VI secolo a.C.) che comprendono tre cinte, con uno spessore di circa due metri; la Chiesa di San Tommaso d'Aquino o di San Domenico, che fu costruita sui resti
di un tempio romano e rifatta tra il 1400 e il 1414 insieme con l'annesso convento dei Domenicani. Molto interessante è il chiostro del convento che conserva, sotto i portici e le arcate a crociera, frammenti di bellissimi affreschi e che ospita il Museo Civico dove sono conservate interessanti epigrafi romane; la Chiesa di S. Giovanni, raggiungibile solo a piedi attraverso gli antichi vicoli che è la più antica chiesa della città; la Chiesa del Salvatore, con la particolarità di un'altana che sovrasta il maestoso edificio; la Cappella di San Biagio, che, eretta come cappella gentilizia alla fine del XIV e gli inizi del XV secolo, è un piccolo ambiente con portale ogivale a navata unica sulle cui pareti e volte ogivali sono conservati quasi integralmente, straordinari affreschi della metà del XV secolo; la Chiesa dell'Annunziata, risalente nella forma attuale al XVII secolo, che è una splendida testimonianza dell'arte barocca; la Chiesa di San Rocco; la Chiesa di San Sebastiano; la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli; la Chiesa S. Michele; la Basilica di S.Maria Maggiore in cui si conservano cinque preziose tavole rinascimentali, provenienti da altre chiese e un quadro barocco raffigurante Il martirio di San Marcellino, della scuola di Luca Giordano. Il Palazzo ducale che ha accompagnato la storia dei feudatari del luogo e quella di Piedimonte, fin dalla costruzione del primo nucleo, intorno all'anno Mille. Di forma quadrangolare, l'antica costruzione, aveva tre torri quadrate, poste ai tre angoli esterni dell'edificio, merlate e ricche di decorazioni architettoniche e di bifore, che poi furono trasformate in balconi.

Piedimonte Matese - Scalelle
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