| Pietramelara
sorge su una piccola altura alle
pendici settentrionali del monte
Maggiore. I ritrovamenti archeologici
di una fortificazione rinvenuta
sul vicino monte Castellone attestano
la presenza umana nella zona fin
dall'epoca sannitica. Il borgo,
cui corrisponde l'attuale centro
storico, fu costruito durante
la dominazione longobarda. Per
la posizione strategica di confine
tra la Terra di Lavoro, il Sannio
e il Lazio, lungo l'antico tracciato
della via Latina, il territorio
fu teatro di scontri durante la
prima guerra sannitica e la seconda
guerra punica. La piana viene
identificata con il luogo in cui
Annibale, nel 215 a.C., accerchiato
dall'esercito di Fabio Massimo,
riuscì a rompere lo schieramento
nemico con lo stratagemma dei
buoi incendiari per aprirsi la
strada verso Capua. Donata nel
X secolo al Monastero di Montecassino,
Pietramelara fu successivamente
aggregata al feudo di Roccaromana.
Saccheggiato varie volte nel periodo
di minorità di Federico
II, il paese fu occupato nel 229
dall'esercito del cardinal Pelagio
inviato dal papa contro l'imperatore.
Intorno alla metà del Quattrocento
il feudo pervenne nelle mani di
Niccolò Monforte da cui
passò, nel 1484, a Federico
Monforte, che ampliò e
abbellì il castello dotandolo
di numerose opere d'arte. Dopo
la conquista spagnola del regno,
il feudo fu assegnato a Fernandez
de Cordova poi a Lucrezia Arcamone
e alla famiglia de Capua. Nel
corso del XVII secolo il feudo
di Pietramelara fu acquistato
dalla famiglia Giovene, Il 19
settembre 1860 tra Pietramelara
e Roccaromana, poco prima della
battaglia del Volturno, si ebbe
un primo scontro fra l'esercito
borbonico e i garibaldini. L'abitato
di Pietramelara si sviluppa intorno
alla Torre a base quadrangolare,
posta nel punto più elevato
del borgo. |
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Tre sono gli edifici dedicati
al culto: la Chiesa dell' Annunziata,
edificata alla fine del Quattrocento
da Faustina Colonna insieme al
Palazzo marchionale, al cui interno
spiccano un San Benedetto, attribuito
a Paolo De Matteis, e una Madonna
con Bambino e Santa Monica, attribuita
al Solimena. Anche la Parrocchiale
di Sant' Agostino risale al XV
secolo, ma la fabbrica subì
profonde modifiche nel rifacimento
del Settecento. La facciata neoclassica
si sviluppa su due ordini con
timpano. All'interno si conservano
alcune tele del Seicento e del
Settecento, i busti lignei di
San Giuseppe e Sant'Antonio Abate
e la Pietà di Arcangelo
Testa. La Chiesa arcipretale di
San Rocco, risalente al XVI secolo
crollò nell' Ottocento
e la sua ricostruzione ebbe inizio
nel 1889: la facciata fu rifatta
su disegno di Andrea Montanari,
con gusto romanico. |
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