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ci sono notizie certe sulla nascita
di Pratella ma i primi insediamenti
di pastori e coltivatori su questo
vasto territorio risalgono all'età
neolitica, così come testimoniano
i ritrovamenti fatti nella zona
di Mastrati. In passato erano
stati segnalati, inoltre, ritrovamenti
di pugnali litici attribuibili
al Neolitico e all'Eneolitico.
Sulla cima del monte Cavuto sono
presenti i resti di una città
sannitica, da alcuni identificata
con l'antica Callifae, scomparsa
dopo la conquista romana. Sono
individuabili tracce dell' abitato
e dell' acropoli, alcune cisterne,
un teatro ricavato nella roccia,
e infine una cinta muraria realizzata
con massi megalitici. In località
Palombisci, alle prime pendici
del monte Cavuto, sono state di
recente individuate due fornaci
per la produzione di ceramica.
Tra l'VIII ed il VII sec. a.C.
la zona fu occupata dai Sanniti
che vi stanziarono stabilmente.
Essi ne fecero anche una base
di partenza per le incursioni
nei territori confinanti costruirono
fortezze ed abitati fortificati.
In età romana il territorio
fu adibito per lo più al
pascolo e lo stesso nome Pratella
testimonia l'affermazione di tale
attività. Solo in epoca
normanna compare l'attuale Pratella
e già nell' Alto Medioevo
il territorio, di pertinenza dell'
Abbazia di Santa Maria in Cingla
di Ailano, era interessato da
importanti insediamenti. Complessa
fu la successione feudale del
territorio: una parte, dominata
dai Capuano, dai Sanframondo e
dai Pandone, fu considerata annessa
a Prata; un' altra, di pertinenza
dell' Abbazia di Montecassino,
solo nel 1371 fu assegnata a Matteo
Capuano. Il comune fu annesso
alla vicina Prata dalla fine del
XIX secolo al 1907, anno in cui
fu definitivamente reso autonomo.
Durante l'ultimo conflitto bellico,
nell'ottobre del 1943, il paese
fu occupato dai tedeschi e subì
gravi danni prima di essere |
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e subì gravi danni prima
di essere liberato dagli americani.
La parte più antica del
paese conserva ancora l'aspetto
di terra fortificata, sita su
una lieve altura. Dell' antica
rocca, che è stata per
intero destinata a ospitare abitazioni
private, sono ancora visibili
le mura circolari e qualche torre.
La Parrocchiale di San Nicola
di Bari, nelle sue forme attuali,
è settecentesca, e presenta
una pianta rettangolare a tre
navate con cupola. Al suo interno
si trovano numerose statue lignee
di recente fattura che raffigurano
Sant’Antonio da Padova,
San Nicola, Santa Lucia, San Michele,
Sant’Anna. La vallata è
dominata dal monte Cavuto, alto
660 metri, noto per la presenza
di una grotta ben visibile dalla
pianura. Alle falde del colle
Pezzuto sgorgano sorgenti di acqua
effervescente naturali ed oligominerale. |
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