| L'abitato
di Presenzano sorge a mezza costa
di un colle che, per il suo ruolo
di avamposto strategico tra la
valle del Volturno e quella del
Liri, fu sede d' insediamento
fin dall'antichità. A monte
del borgo si rinvengono tratti
di cinta muraria di una fortificazione
in opera poligonale identificati,
secondo alcuni studiosi, come
i resti della città sannitica
di Rufrae. Ai piedi della collina,
nei pressi della strada provinciale
per Tora, sono stati messi in
luce i resti di un tempio, la
cui frequentazione iniziò,
a giudicare dai materiali rinvenuti,
dal VI secolo a.C. Di notevole
interesse anche la necropoli,
che ha restituito manufatti della
prima metà del VI secolo
a.C. Rufrae fu conquistata dai
Romani nella fase iniziale della
seconda guerra sannitica; per
motivi commerciali, in seguito,
l'abitato si spostò verso
la pianura, nei pressi della via
Latina, conservando l'aspetto
di vicus, facente parte dell'ager
di Teanum. In quest' area sono
ancora oggi visibili gli avanzi
di un acquedotto, di un anfiteatro,
resti di monumenti funebri e di
ville rustiche. In età
medioevale, ancora per motivi
strategici, la popolazione si
spostò sul colle dove fu
edificato anche un castello. Il
nuovo abitato assunse il nome
di Presenzano, un derivato del
gentilizio latino Praesentius.
Entrato a far parte, nel X secolo,
del principato longobardo di Capua,
Presenzano fu poi dominato nel
1097, con i Normanni, da Landenolfo
conte di Teano. Nel Duecento il
feudo venne unito a Vairano, per
fondare una sola baronia. Appartenne,
pertanto, a Goffredo Caetani d'
Anagni, a Bartolomeo di Capua,
ai d'Aquino, ai d' Avalos. Nel
Cinquecento i d'Avalos cedettero
Presenzano e Vairano a Giovanni
Vincenzo Cossa. In quello stesso
secolo il feudo di Presenzano
fu separato da quello di Vairano
e pervenne infine ai Del Balzo.
Sull'abitato dominano gli avanzi
del Castello, che utilizza come
costruzioni le mura del recinto
sannita. La sua edificazione risale
all'epoca longobarda, ma il primo
documento che |