| L'area
pianeggiante dove sorge Raviscanina
fu sede di stanziamenti già
intorno al V secolo a.C. In epoca
sannitica nei pressi del Volturno
si crearono alcuni nuclei abitativi
sparsi , che sembrano essersi
mantenuti fino a tutto il periodo
longobardo. In località
Quattro Venti sono state rinvenute
epigrafi e sculture della fine
del I secolo a.C., tra cui un
frammento con imbarcazione che
allude al commercio di armi e
al loro trasporto per via fluviale.
Il territorio del comune si estende
dal fiume Volturno, in pianura,
alla Serra delle Mele, situata
a 1273 metri di altitudine. L'attuale
agglomerato urbano si è
sviluppato probabilmente alla
fine del XIV secolo, quando fu
abbandonato il borgo fortificato
normanno-angioino di Rupecanina,
posto a 635 metri di altitudine.
In epoca normanna compaiono le
prime notizie del borgo fortificato
sito sulla collina. Il periodo
più interessante di questa
fortezza fu il XII secolo, quando
i feudatari Riccardo e Andrea
Drengot furono protagonisti di
alcune battaglie per il controllo
del territorio durante le lotte
svoltesi tra i re di Sicilia,
gli imperatori, i papi e gli antipapi.
Nel 1278 Rupecanina fu feudo di
Goffredo di Dragoni e quindi dei
Marzano, che per oltre un secolo
ne mantennero il possesso. Dalla
seconda metà del XV secolo
si alternarono numerose famiglie,
tra cui i Gaetani, i De Ponte,
i Genovese e i Grimaldi. Verso
la fine del XIV secolo la popolazione
dette vita all'attuale Sant' Angelo
d'Alife e al casale di Raviscanina,
che, dopo una storia feudale comune
di oltre quattro secoli, nel 1809
divenne municipio a sé.
In epoca post-unitaria, tra il
1866 e il 1868, il territorio
fu interessato da numerosi episodi
di brigantaggio e, nell'ottobre
del 1943, il paese fu occupato
dai tedeschi e dopo un bombardamento
aereo fu liberato dagli americani.
Il patrimonio artistico della
zona, al momento della suddivisione
del territorio al la fine del
XIV secolo, fu inglobato per la
maggior parte nelle proprietà
del comune di Sant' Angelo d'
Alife. |
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Tra gli edifici significativi
del paese è comunque da
ricordare la Parrocchiale di Santa
Croce, a tre navate, risalente
al XVII secolo ma interamente
rifatta nel 1935 e successivamente
restaurata. La chiesa ospita un
Crocifisso ligneo, una statua
di San Michele patrono del paese,
una Sant'Anna con la Madonna bambina.
Interessante è anche la
Chiesa del Sacro Cuore, la cui
facciata è caratterizzata
da due paraste binate agli angoli
e da un finestrone semicircolare
situato al di sopra del portale.
La pianta dell'edificio è
a ottagono irregolare, con abside
ugualmente ottagonale. Nella volta
dell' abside sono dipinti alcuni
putti che rappresentano Glorie
di Cherubini, mentre sulla parete
di fondo campeggia una vetrata
policroma di recente fattura,
raffigurante il Cristo risorto.
Nell'edificio è conservata
inoltre una statua raffigurante
il Cuore di Gesù.lla Grotta
di San Michele, interessante esempio
di chiesa rupestre, e il Castello
di Rupecanina, situati al confine
con il comune di Sant' Angelo
d'Alife. |
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