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Alto Casertano
Presenzano
Del più antico insediamento romano di Riardo restano alcuni reperti archeologici e tre cippi funerari di età imperiale, uno dei quali è conservato presso il Museo provinciale campano di Capua.
Il borgo attuale ha origini longobarde, allorché fu edificata la parte più antica del castello, sulla sommità del colle.
Le prime notizie documentate menzionano Riccardo Dell' Aquila, morto nel 1152, feudatario di Calvi e di Riardo. Nel periodo svevo i feudatari di Riardo rimasero fedeli all'imperatore. Dopo la conquista angioina del Regno di Napoli, il feudo di Riardo fu assegnato, con altre terre, nel 1271, a Simone de Monfort.
Il feudo poi passò a Pettina di Roccaromana e al figlio Francesco de Ebulo, barone di Francolise.
Da questi passò a Marino de Ebulo, che lo tenne dal 1305 al 1347, un periodo di prosperità interrotto nel 1345 dalle distruzioni dell'esercito del re d'Ungheria e, nel secolo successivo, dagli eserciti di Luigi d' Angiò e di Alfonso d'Aragona, in lotta per la successione. Successivamente il feudo pervenne ai Gaetani, che lo cedettero, nel 1523, a Luigi Carafa di Marra, principe di Stigliano, alla cui famiglia esso rimase fino al 1615. In quell'anno Riardo entrò nei possedimenti della baronessa Elena Aldobrandini di Mondragone, la cui figlia Anna sposò nel 1640 don Ramiro Filippo Guzman duca di Medina, viceré di Napoli. La Aldobrandini donò a Riardo, in occasione della peste del 1656, una statua lignea di Sant' Antonio Abate che divenne così protettore del paese.
Nel 1689, estintasi la famiglia Guzman, il feudo tornò al demanio che lo vendette al barone Gedeone Caffaro di Napoli.
Nel 1731 Riardo divenne ducato, e Michele Caffaro ebbe il titolo di duca. Con la proclamazione della Repubblica partenopea, Riardo fu occupata dalle truppe francesi di Championnet, che compirono soprusi di ogni genere.
La popolazione allora, capeggiata da Rocco De Nuccio, si ribellò, e riuscì a cacciare il presidio francese. Convinti seguaci e propugnatori delle idee risorgimentali furono i canonici Arcadio e Bonifacio De Nuccio. Il Castello, di notevoli dimensioni, ha pianta quadrangolare con torri cilindriche agli angoli, mentre sul lato nord-occidentale
sorge una torre quadrata, in cui si individua la primitiva struttura longobarda. Gli ambienti si dispongono lungo due corpi di fabbrica adiacenti, innestati ad angolo retto verso settentrione. Gli altri due lati della costruzione sono conclusi da un grande muraglione. L'ingresso, originariamente con ponte levatoio, è sul lato sud, protetto dalla torre cilindrica più grande del complesso. Nella cinta muraria del Castello fu edificata la Chiesa di Sant' Antonio Abate, che cominciò a decadere verso la fine del Cinquecento, quando fu costruita la più ampia Chiesa dell' Annunziata, sede ora anche della parrocchia di Santa Maria a Silice. La Chiesa di San Leonardo sorge, secondo la tradizione, su quella più antica di San Paolo. Il nuovo nome fu dato dagli Agostiniani che vi affiancarono un convento nel 1552. La chiesa risale al XIII secolo e ha forma irregolare con una navata ridotta distinta da una fila di piccole colonne e archi. La sovrapposizione di stili attesta i vari rifacimenti cui è stata sottoposta. Nelle pareti sono murati elementi di spoglio da necropoli romane, mentre tracce di antichi affreschi sono presenti negli archi. Il portale è di stile catalano e risale all'epoca aragonese.

Riardo - Il Castello
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