| Sorta
in età longobarda e dipendente
dal Gastaldato di Teano, Roccamonfina
è situata sulle propaggini
meridionali del monte Santa Croce,
la cima più alta del massiccio
vulcanico da cui il paese prende
il nome. Qui , sicuramente, vi
furono insediamenti più
antichi, riferibili agli Aurunci
e ai Sidicini, mentre di ascendenza
sannitica sembrano essere le cinte
murarie fortificate situate sui
monti Frascara e Santa Croce,
edificate per far fronte all'avanzata
dei Romani. Di età romana
sono invece i ruderi di alcune
tombe, varie iscrizioni funerarie
e i resti di un acquedotto situati
in località Surienza. Dopo
le incursioni dei Saraceni e dopo
essere stata assoggettata ai Normanni
e agli Svevi, nel 1229 Roccamonfina
vide l'esercito pontificio sconfitto
attraversare le sue terre. Sotto
Carlo I d'Angiò si ha notizia
dei Signori Ruggiero Galluccio,
Roberto di Caiano, Riccardo Marzano
che esercitavano la giurisdizione
su tre casali della zona. Quando,
per il tradimento di Marino verso
Ferrante d' Aragona, ebbe fine
il dominio dei Marzano, Roccamonfina
con il suo territorio fu devoluta
alla Corona. In tale condizione
rimase fino al 1507, anno in cui
Ferdinando il Cattolico la concesse
a Fernandez de Cordova per le
benemerenze da lui acquisite nella
conquista del Regno di Napoli.
Il feudo passò nel 1550
a Luigi Carafa, principe di Stigliano,
e, nel 1656, a Elena Aldobrandini
, che fece ampliare l'antica piazza.
Durante l'insurrezione antispagnola
napoletana del 1647 Roccamonfina
venne saccheggiata da Domenico
Colessa. Dopo l'occupazione austriaca
avvenuta nel 1707, Roccamonfina
fu concessa in feudo ai conti
di Luzen. Con l'avvento al trono
di Carlo di Borbone nel 1734,
il territorio del paese ritornò
al Demanio regio, restandovi fino
al 1806. Dopo il ritorno dei Borbone
e il crollo delle speranze costituzionali
del 1848, Roccamonfina vide, per
la sua vicinanza a Teano, la conclusione
dell' impresa garibaldina. Tra
gli edifici significativi per
la storia di Roccamonfina va ricordato
il Palazzo Colletta, edificato
nel XV secolo tra due torri del
recinto del borgo. Del Castello,
menzionato nella raccolta delle
decime della Diocesi di Teano
per gli anni 1308-1310 e 1327,
non resta molto. La rocca, secondo
le notizie degli storici municipali,
era circondata da una muraglia
rinforzata da otto torri, tre
delle quali sono ancora conservate
sul lato ovest e una sul fronte
orientale. |
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delle quali sono ancora conservate
sul lato ovest e una sul fronte
orientale. A breve distanza è
visibile la Chiesa di Santa Maria
Maggiore che nel 1576 ebbe il
titolo di Collegiata. Il Santuario
di Maria Santissima dei Lattani,
situato a 760 metri di altitudine,
che è uno dei più
suggestivi complessi dell'arte
quattrocentesca campana, edificato
nel 1430 da San Bernardino da
Siena e da San Giacomo della Marca
sul sito ove la tradizione vuole
rinvenuta in una grotta una statua
della Madonna con il Bambino.
Nel cortile interno, a sinistra
dell'ingresso, è visibile
il primo convento fondato da San
Bernardino, a due logge sovrapposte.
Di fronte sorge la chiesa, preceduta
da un' ampia gradinata e da un
protiro con volta a crociera.
Il portale, in pietra locale,
con colonnine laterali poggianti
su leoncini, è sormontato
da una lunetta contenente un dipinto
del XV secolo che raffigura una
Madonna col Bambino tra i Santi
Bernardino e Giacomo. La porta
lignea, con i suoi 20 riquadri
decorati, è del 1508. L'interno,
a una navata con volta a crociera,
è arricchito dalla Cappella
della Madonna dei Lattani. Le
pareti laterali sono decorate
con dipinti della Natività
e dell'Assunzione, firmati da
T. Conte e datati 1751. Sull'altare
in marmo è visibile una
statua della Vergine in Trono
con il Bambino, in pietra basaltica
dipinta, di stile romanico. |
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