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territorio di Rocchetta e Croce
fu stato abitato sin dall’
epoca eneolitica, poiché
occupava una posizione strategica
per il controllo delle vie d'accesso
al Lazio e al Sannio. La conferma
di insediamenti preistorici viene
da una necropoli dell’Età
del Ferro scoperta nel 1830 nei
pressi di Rocchetta. Gli scavi
hanno messo in luce tombe a incenerazione,
con copertura di pietra calcarea,
e corredi costituiti da vasi d'impasto,
armi in ferro e in bronzo. In
seguito la zona, che faceva parte
dell’ager calenus, fu occupata
dai Romani i quali vi costruirono
anche ville rustiche fino al I
secolo dell'impero. La scoperta
di terrecotte votive in località
Loreto fa supporre, inoltre, l'esistenza
di un santuario di età
repubblicana. I due borghi di
Rocchetta e Croce ebbero vita
in seguito all'abbandono dell'antica
Cales, più volte saccheggiata
e poi distrutta dai Saraceni nell'879.
La popolazione che aveva cercato
scampo sulle alture circostanti,
si aggregò a poco a poco
in un abitato fortificato che
già godeva di una protezione
naturale. Il toponimo è
di origine medioevale: Rocchetta
è un diminutivo di rocca,
mentre Croce si rifà ad
un elemento legato a tradizioni
religiose. Rocchetta fu feudo
della Diocesi di Calvi, come documenta
la restituzione di queste terre
nel 1091 al vescovo Falcone da
parte del conte di Capua. Gli
stessi vescovi ebbero in seguito
il titolo di baroni della Rocchetta.
Il feudo vede tra i suoi detentori
le famiglie Stendardo, Marzano
e Carafa. Durante la rivolta antispagnola
del 1647 la zona fu oggetto di
scorrerie perpetrate da un manipolo
di sbandati che, capeggati da
Domenico Colessa soprannominato
Papone, depredavano ogni cosa.
Nel 1811, con le riforme napoleoniche,
Rocchetta divenne comune autonomo.
All'indomani dell'Unità
e fino al 1927 fece parte del
mandamento di Pignataro Maggiore.
Il Borgo antico era raccolto intorno
alla parrocchiale e al castello
normanno di cui, sulla sommità
dell' altura, resta un |
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tratto di cortina muraria in pietra
calcarea. La Parrocchiale dell'
Annunziata invece, edificata nel
XV secolo, fu sede di interventi
restaurativi nel corso del XVIII
secolo, per renderla più
idonea ad accogliere una popolazione
in aumento. La facciata, disposta
su due ordini, presenta un portale
riquadrato da lesene con semicolonne,
sormontato da cornice con affresco
dell' Annunciazione. L'interno,
costituito da un' aula con volta
a botte lunettata, conserva all'altare
maggiore un' Annunciazione datata
1800 e firmata da Angelo Mozzillo.
Del Convento benedettino di San
Salvatore, che era stato unito
nel 1301 alla mensa vescovile
di Calvi, resta solo la Cappella
di San Salvatore; il luogo è
ancora oggi meta di pellegrinaggio.
Sul confine con Riardo è
la frazione di Valle d'Assano,
casale costituito da tre piccoli
nuclei abitati, ove sono stati
rinvenuti in passato vasi in bucchero
rosso riferibili all'orizzonte
culturale degli Ausoni.. |
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