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Alto Casertano
San Potito Sannitico

Piccolo paesino della valle del Medio Volturno, raccolto intorno al suo centro storico, S. Potito Sannitico era abitato e frequentato già in epoca preistorica, ma il primo insediamento certo risale all'ultimo periodo sannitico. Anche in epoca romana l'area fu popolata, come attestano il ritrovamento di tombe ed i resti di una grande villa con terme e di un acquedotto romano.
Le Terme di Ercole sorgevano sulla collina delle Torelle, così chiamate dal culto verso quella divinità, idolo da parte di una Gens Potita, che avrebbe dato il nome al territorio. Un'altra ipotesi fa risalire il nome del paese al IX secolo, quando iniziò la diffusione del culto religioso di un giovane, San Potito, martire del II secolo d.C., le cui reliquie furono scoperte a Tricarico e portate a Benevento. Dal XV secolo, il Casale Sancti Potiti appartenne al feudo di Piedimonte, e solo dalla metà del XVII secolo si evidenziò una struttura amministrativa abbastanza autonoma, pur rimanendo San Potito un casale di Piedimonte; il parlamento sanpotitese era solito riunirsi nel Largo della Bottega, centro politico-sociale della comunità sanpotitese. Nel XVIII secolo il piccolo villaggio assunse la configurazione di un vero e proprio paese; si costruirono case gentilizie delle quali è ancora oggi possibile riconoscere gli elementi architettonici dell'epoca e la configurazione urbanistica assunse i lineamenti tutt'ora esistenti. Dopo una lite giudiziaria iniziata nel 1721, nel 1749 il casale di San Potito riuscì ad ottenere l'autonomia da Piedimonte. A differenza degli altri comuni del Matese, San Potito non è arroccato: privo di mura, è dislocato lungo la strada pedemontana. Il paese si è sviluppato prevalentemente nel Seicento con la realizzazione di palazzi di gusto barocco. Interessanti sono alcuni portali in calcare locale e vari edifici signorili che presentano anche rifacimenti settecenteschi, tra cui il Palazzo Filangieri, alla cui famiglia appartenne il celebre economista e giurista napoletano Gaetano Filangieri.. La Parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria fu ristrutturata nel 1765, ma doveva essere già costruita almeno due secoli prima.
ma doveva essere già costruita almeno due secoli prima. La facciata è dominata da un grande finestrone di gusto barocco. L'edificio presenta una pianta rettangolare con soffitto a cassettoni esagonali. Notevole è il campanile a tre ordini, con modanature in calcare e cupola maiolicata policroma. All'interno, nella volta della Cappella dell'Addolorata sono visibili le pitture di G. Bocchetti (XX secolo) raffiguranti Episodi della vita di Gesù, i Quattro evangelisti e Angeli con la Croce. Sull'altare maggiore è visibile un dipinto ottocentesco raffigurante la Madonna che appare a San Potito e a Santa Caterina. All'Ottocento risalgono anche alcune statue lignee, l'Immacolata, Sant'Anna, San Potito, e vari dipinti, la Madonna del Rosario, la Passione di Gesù, San Francesco, San Giuseppe. Di Sissy Filangieri è l'immagine della Madonna del Soccorso, nello stile delle icone russe. Altri edifici sacri da segnalare sono la Chiesa della Madonna di Loreto, ottocentesca, a pianta rettangolare con volta a padiglione, e la Chiesa di Sant' Antonio, o dell' Ascensione, più antica ma rifatta nell'Ottocento, con pianta a croce latina e volta a botte.

San Potito Sannitico - Centro storico
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