L’Alto
Casertano è custode geloso di
antiche tradizioni che affondano le
loro radici in un mondo arcaico sul
quale il tempo non è riuscito
ad incidere in modo devastante. Dal
passato di questo mondo così
arcaico e, proprio per questo così
vero e spontaneo, affiorano leggende,
sopravvivono superstizioni e resistono
tradizioni.
Alcune di queste, sostenute da una volontà
di conservazione dettata dall’orgoglio
di appartenere ad un determinato gruppo
etnico, sopravvivono in alcune comunità
o in alcuni ambienti non ancora del
tutto permeati dalla nostra nuova cultura.
 |
Qui
la vita dell'uomo è ancora
scandita, come nei secoli passati,
da usanze e da rituali altrove
del tutto perduti.
Le tradizioni religiose, nei piccoli
comuni, sono sempre particolarmente
sentite in quanto queste celebrazioni
sono veri e propri eventi che
nei centri più grandi sono
un po’ per volta, svanite.
Esse testimoniano la volontà
del popolo di conservare inalterato
e rinnovato negli anni un patrimonio
fatto di tradizioni le cui origini
si perdono nei secoli.
In tali
celebrazioni, siano esse la festa
del santo patrono, o il |
ricordo
di un avvenimento di carattere storico
sociale, l'uomo ricerca il bene attraverso
rituali propiziatori spesso molto complessi.
L’Alto Casertano
è anche terra di folclore incontaminato,
di manifestazioni spettacolari, di rituali
sacri, di grandi tradizioni storiche
e propone un calendario ricco di eventi.
Il tempo della festa è scandito
ciclicamente e mostra un importante
patrimonio di radici, simboli, gioie
collettive perché è il
tempo celebrativo d'una profonda identità
umana che si evidenzia in forme espressive
di grande interesse culturale, religioso,
turistico ed ogni festa ha le proprie
peculiarità.
 |
Molte
delle rappresentazioni sacre
e profane ancora vive nell’Alto
Casertano risalgono a tempi
remoti e sono legate a riti
indoeuropei o al mondo latino;
feste e riti con lievi trasformazioni
sono giunti fino a noi, tra
questi i Saturnali da cui nasce
il “nostro” Carnevale
che si rifà soprattutto
al Medioevo ed è ricollegabile
alle tradizioni che uniscono
eventi quasi pagani di grande
godimento terreno a momenti
di espiazione e mortificazione
del corpo durante la quaresima.
A San Potito Sannitico, ad esempio,
la festa di Carnevale conserva
ancora vive antiche manifestazioni:
ogni anno vengono riproposti
gli antichi balli, si ricordano
la Zeza, la Brunetta, Fra Ciarlino.
Legate invece ad episodi storici
realmente accaduti sono la festa
medioevale di |
Mignano Monte
Lungo, in ricordo dei fasti di Ettore
Fieramosca e la Giostra medievale di
Castello del Matese.
Fra le feste religiose notevole è
quella di San Sisto che si svolge ad
Alife fra il 10 e l'11 agosto, durante
la quale si svolgono spettacolari processioni
accompagnate da canti popolari che ricordano
la traslazione da Roma delle reliquie
del santo.
Ad Alvignano , il 27 giugno, alle quattro
del mattino, vengono portate in processione
la statua di San Ferdinando Vescovo
e le sue reliquie.
A
Camigliano, la festa in onore
di S. Simeone, viene celebrata,
nella seconda domenica di ottobre,
con solenni riti religiosi accompagnati
da luminarie, spettacoli musicali
e fuochi d’artificio.
A Galluccio invece, la festività
di S. Antonio Abate, ricorrente
il 17 gennaio, viene accompagnata
da falò accesi in varie
vie del paese come rito di purificazione
e allontanamento dal male.
Ed ancora un fuoco, a Conca
della Campania, il 20 gennaio,
apre le celebrazioni per la
festa del patrono, San Sebastiano,
|
 |
mentre, a Villa
Santa Croce, frazione di Piana di Monte
Verna, un grande falò viene acceso
la sera del 19 marzo, San Giuseppe,
per propiziare un buon raccolto di grano.
Uno dei più bei “Presepi
Viventi” è quello che si
tiene tra le viuzze del centro storico
di Baia Latina; oltre 500 figuranti
in costumi d’epoca in una manifestazione
coinvolgente che permette al pubblico
di partecipare e sentirsi attore in
prima persona.
La
terra dell’Alto Casertano è
anche ricca di aneddoti, favole, leggende
e racconti, superstizioni che si tramandano
oralmente: essi sono nati dalla semplicità
della gente che si accompagnava a paure
e superstizioni che, ancora oggi, caratterizzano
alcuni momenti della vita dei cittadini.
Tutte le leggende che si tramandano
sono sempre in bilico fra il sacro ed
il profano.
Una delle più diffuse è
la leggenda dell'Arcangelo Michele,
il cui culto, molto diffuso in tutto
il territorio, è legato al periodo
longobardo.
 |
La
tradizione racconta che proprio
nel punto dove si apre la Grotta
di Sant'Angelo d’Alife sia
avvenuta una lotta tra il demonio
e l'Arcangelo Michele
Questi impose al Maligno di rientrare
negli abissi da cui era uscito,
dandogli la dimostrazione della
sua forza forando con la sua spada,
all’ingresso della grotta,
la viva roccia in tutto il suo
spessore. Il Demonio volle fare
altrettanto con i suoi artigli,
ma riuscì solo a graffiare
la pietra e quindi, sconfitto,
sprofondò nell'Inferno.
L'Arcangelo tornò alla
sua grotta di Monte Sant'Angelo,
percorrendo un lungo cammino sotterraneo
al di sotto del Matese e del Promontorio
del Gargano.
Da allora si ritiene che le due
grotte siano in comunicazione.
San Michele Arcangelo è
venerato anche a Camigliano, a
Liberi e a Gioia Sannitica.Ancora
legato al soprannaturale religioso
è il racconto che si fa
a Gioia Sannitica in merito alla
statua di Santa |
Maria
del Bagno, davanti alla quale, decine
di buoi imbizzarriti, si fermarono e
si inginocchiarono.
Legato al soprannaturale demoniaco è
la credenza delle janare e dei Mammoni
che sono ancora oggi motivo di timore
e contro i loro malefici persone, più
o meno iniziate, farfugliano varie formule
per tenere lontano il malocchio e gli
altri malefici influssi.
Nell’Alto
Casertano si conserva ancora la tradizione
dei costumi popolari tradizionali.
Letino, ad esempio, conserva il suo
costume tipico che viene indossato in
circostanze importanti come i giorni
di festa, il matrimonio e sul letto
di morte.
Il costume femminile di Gallo, di cui
le credenze popolari raccontano sia
stato donato a Sant’Antonio come
ringraziamento per aver sconfitto la
peste, è composto da una sopravveste
che muta in base allo stato civile della
donna.
|