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Formaggi e comunicazione: le nuove forme di Angelo Santabarbara6 min read

8 Gennaio 2021 5 minuti di lettura

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Formaggi e comunicazione: le nuove forme di Angelo Santabarbara6 min read

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Prima di partire per questa nuova avventura nell’alto casertano ci fermiamo come al solito a prendere un caffè. Prima di quel momento le parole sono poche e vaghe, come succede alla maggior parte di noi a prima mattina. Qualche minuto dopo la dose di caffeina iniziamo a carburare come si deve. Siamo all’altezza dei Gradilli, subito dopo la vaccheria, e siamo già nel pieno di qualche discorso su chissà cosa.

Ci piace parlare. Tanto. A entrambi. Non vi auguro di trovarvi mai in auto con noi e con il mal di testa.
Comunicare è una necessità fisiologica tanto quanto il bere, il mangiare, l’esplorare e vuol dire stabilire un contatto concreto con il mondo esterno, validare le proprie idee, innescare degli scambi, sentirsi parte di una rete. Ci sono modi pressoché infiniti di comunicare e uno dei nostri preferiti è quello che portano avanti personaggi come Angelo Santabarbara del Caseificio La Teresina. Un ragazzo giovanissimo che sembra avere una propensione naturale per la comunicazione. Proprio lì siamo diretti.


Angelo, un dominatore del latte

I voli pindarici iniziati all’altezza delle curve dei Gradilli hanno vita breve, perché in poco tempo siamo già arrivati alla Piana di Monte Verna, dove ci aspetta Angelo al suo caseificio. Il profumo che ci accoglie è inconfondibile e sprigiona all’istante migliaia di ricordi preziosi legati a quando sia io che Mirco, ciascuno nei suoi luoghi d’infanzia dell’alto casertano, imparavamo ad amare la vita di campagna. Di fronte la mia casa in campagna a Cipriani, una frazione di Teano, quando ero piccolo mi tuffavo nei campi di grano e con l’immaginazione governavo le correnti di vento che piegavano ora a destra ora a sinistra i tappeti di spighe. Immaginavo di poter governare le folate e mi sentivo il padrone del vento. Dopo aver conosciuto Angelo sono sicuro che lui è capace di fare lo stesso però davvero e con il latte.

Cosa vuol dire gestire un caseificio

Poco dopo aver parcheggiato ci raggiunge finalmente con un sorriso pieno di sincerità. Ci tuffiamo subito insieme come se ci conoscessimo già, senza perdere tempo, nel suo mondo. Seguivamo i suoi social e qualche contatto c’era già stato, ma mai di persona. Lascia parlare le sue vacche frisona per lui. Qui questi magnifici animali nascono, crescono e vivono sereni e coccolati, privilegi che permettono loro di produrre un latte di una qualità veramente incredibile. Animali bellissimi e in salute che ci raccontano di un lavoro quotidiano fatto di sacrificio, passione, esperienza e impegno.

Angelo, 22 anni, ci parla nel frattempo della sua storia. Ci spiega quanto sia impegnativo come lavoro quello che fa ma quanto questo impegno ripaghi bene in termini di soddisfazioni. Si parla di levatacce alle 5 del mattino, di giornate infinite, di sforzi continui ma si parla sostanzialmente di felicità, soddisfazioni e bellezza.
Angelo, mente e braccio insieme alla sua famiglia di quello che non è un semplice caseificio tradizionale, ci fa capire quanto siano ben salde le sue radici nel passato e nelle tradizioni mentre lo sguardo è volto all’orizzonte, verso il futuro e le innovazioni senza timore ma anzi con grande curiosità.


Il passato passa di qui e diventa futuro

Negli stessi discorsi parliamo sia di metodi antichi di produzione casearia che di network avanzati per la gestione smart delle imprese. Come al solito, la comunicazione è al centro di ogni cosa e su questo siamo tutti d’accordo mentre attraversiamo la strada per andare in un campo di grano di fronte il suo caseificio. Continuiamo la bellissima passeggiata accompagnati dal vento che accarezza le spighe di grano e le nostre teste con la stessa gentilezza. Parliamo dell’interesse comune nella comunicazione digitale, cosa che ha catturato fin da subito la nostra attenzione nei suoi confronti, per via della grande attenzione che pone nella presenza digitale della sua impresa curando l’immagine della sua azienda in maniera fresca e inusuale.

Le nuove forme di La Teresina, tra formaggi e comunicazione

Alzando polvere dallo sterrato sul quale stiamo camminando lentamente tutti e tre insieme, gli confessiamo senza troppe cerimonie che non abbiamo pranzato e lo invitiamo a unirsi a noi per un pasto veloce. Pochi minuti dopo siamo seduti all’ombra di un portico nel cortile del caseificio, con una selezione di prodotti freschi che ci mette davanti su un bel tagliere in legno massiccio. Siamo sinceramente emozionati. Uno degli aspetti che più ci colpisce della comunicazione digitale del suo caseificio è sicuramente il naming dei prodotti come Rossella o Lingotto.

Ci lanciamo immediatamente all’assaggio dei prodotti e restiamo letteralmente stregati dai sapori intriganti, intensi, interessantissimi che si esprimono su una base di materie prime di altissima qualità.
Il Provolone semi-stagionato è un vero e proprio omaggio alle radici e alle tradizioni con la sua pasta compatta, ricca di sapore e la sua consistenza incredibile. Assaggiamo finalmente il Lingotto, prodotto che abbiamo seguito a distanza e al quale eravamo molto interessati. Un prodotto che parte dalla sapienza delle tradizioni e si staglia verso l’innovazione senza alcuna paura e con risultati decisamente positivi, ci lascia senza parole.

Paradossale per una giornata iniziata parlando dell’importanza della comunicazione. Andiamo avanti e assaggiamo la Mozzarella di Latte Vaccino, sempre 100% da Vacca Frisona, come tutto. Se prima non avevamo parole questa ci lascia addirittura senza fiato. Letteralmente un esplosione di latte in una delle sue espressioni più ricche, semplici, tradizionali e nobili. Non riusciamo, purtroppo, ad assaggiare tutte le magie che riesce a creare nel suo laboratorio con la sua famiglia, come ad esempio il Burro Fresco Artigianale, il Rotolo di Mozzarella Ripiena, la Caciottina Tradizionale e altri come la Rossella, il formaggio spalmabile che ci raccontano come semplicemente delizioso e da provare assolutamente.

Questione di tempo

Il tempo sembra passare in maniera diversa mentre la connessione tra me, Mirco, Angelo, le sue vacche, il suo progetto e il nostro diventa sempre più forte e dai confini indefiniti. Quello che mette in pratica Angelo con la sua famiglia ogni giorno nel suo laboratorio è un altro degli infiniti modi che esistono di comunicare. Comunica con il territorio e la natura, ne prende le parole, le mischia, cambia delle lettere, ne lascia intatte altre e poi comunica a sua volta con i suoi interlocutori, cioè chi ha la fortuna di capitare al suo caseificio.

Con il latte nel cuore diamo le spalle al caseificio e iniziamo a ragionare sull’importanza della comunicazione, questa volta però in maniera diversa rispetto all’andata. Si può comunicare un territorio in molti modi e uno dei più interessanti è sicuramente quello di ascoltare la natura, raccoglierne i doni, trattarli con la sapienza degli avi, metterci un proprio tocco e puntare al futuro, con il passato nel cuore. Questo è il motivo per cui quello di Angelo non è un semplice caseificio dove non si fanno dei semplici formaggi. Piuttosto è un luogo di comunicazione dove la natura, gli animali, il latte ti parlano e ti raccontano poesie sull’alto casertano.