.:Alto Casertano:.  
i comuni
 
cerca nel sito
Alto Casertano

Intro
Chi Siamo

Cosa Facciamo
Le nostre selezioni

Agriturismo, Hotel, Bed and Breakfast, Ristoranti

Dicono di Noi

La promozione del nostro Territorio

Manifestazioni

Prodotti Tipici
I Comuni dell'Alto Casertano

La Natura Protetta
Le Grotte della fede
I Castelli
Particolarità

Gli itinerari
Collabora con noi
Contatti ed Info
I nostri Partners
Newsletter
nome
indirizzo email
iscriviti cancellati
Alto Casertano
Le grotte della fede


1 | 2 >>
Affresco nella grotta di San Michele - Gioia Sannitica
Di costumi estremamente rozzi, in un continuo stato di guerra, costretti ad una vita seminomade, i Longobardi, provenienti dalle zone dell’odierna Ungheria, giunsero in Italia nel 568 attraverso il Friuli e vi si stanziarono, eleggendo Pavia capitale del Regno.
Conquistata tutta l'Italia, si insediarono nel 571 a Benevento con Zottone, cui successe Arechi I che estese i confini del ducato a tutta l'Italia meridionale come ci tramanda Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum.
Il ducato di Benevento ebbe nel corso dei secoli, rispetto al principato di Pavia, una propria autonomia, diventando un’entità indipendente.
La sconfitta del re Desiderio ad opera di Carlo Magno nel 774 determinò la fine del Regno longobardo di Pavia,; il ducato di Benevento invece, il cui duca Arechi II elevò a principato, sopravvisse fino al 1077, anno in cui cadde sotto il dominio pontificio.
Ebbe inizio così per Benevento un periodo storico di notevole importanza: si ampliarono le mura dellacittà, si curò l'urbanistica, si realizzarono lo sviluppo e l’ampliamento della “civitas”; si ravvivò la vita cittadina, sia economica che commerciale, supportata quest'ultima da una propria moneta, coniata nell’operosa Zecca di Benevento per tutto il periodo che va dal Regno del Duca Romoaldo II a Liutprando (sec. VIII); si diede impulso inoltre alla attività culturale e religiosa, ricostruendo abbazie, chiese e monumenti, con gli annessi “scriptorum”, centri propulsori di cultura.
Da Benevento partiva la “sacra via langobardorum”, strada dei pellegrini, che dal principato, lungo il percorso della via Traiana, passando per l’attuale Buonalbergo, raggiungeva il monte Gargano, luogo di fede in onore di San Michele Arcangelo, patrono dei Longobardi. La storiografia longobarda, da Paolo Diacono ad Erchemperto e alla Cronica Sancti Benedicti Casinensis, ha datato l’inizio del culto micaelico all’episodio bellico dell'8 maggio 650, quando i Longobardi di Benevento respinsero un attacco dei Bizantini che volevano impadronirsi del santuario dedicato all’Arcangelo sul monte Gargano.
Grotta di San Michele - Liberi
L’Arcangelo San Michele, il più potente difensore del popolo di Dio, fu definito “Principe degli Angeli” per la sua lealtà, fedeltà e devozione nei confronti del Signore.
L’Arcangelo viene rappresentato, nell’iconografia orientale ed occidentale, come un combattente con la spada in mano, che nella prima immensa guerra apocalittica, svoltasi prima della venuta dell'uomo sulla terra, affronta e sconfigge Lucifero ribellatosi a Dio, facendolo sprofondare nelle tenebre.
Grotta di San Michele - Gioia Sannitica
Contribuirono, certamente, ad accrescere il culto di San Michele nell’area sannita le vicende della transumanza ed i pellegrinaggi verso il Gargano. Nell’Arcangelo, i biondi guerrieri venuti dal nord identificarono "l'eroe di Dio", il santo guerriero, il capo dell’esercito celeste nel quale ritrovavano caratteristiche ed attributi del pagano Wothan, considerato dai popoli germanici dio della guerra, protettore dei guerrieri e degli eroi.
I longobardi considerarono San Michele il loro santo nazionale facendolo rappresentare quale effigie sugli scudi e sulle monete, diffondendo così il suo culto tra il popolo insieme all'uso di
1 | 2 >>

Torna alla Home PageI comuniItinerariLe ManifestazioniI Prodotti tipici
© 2004 AltoCasertano by Bag & Dreams T.O.